#AntMan: La Recensione

La fase due della Marvel al cinema si conclude con quello che è stato il film più travagliato sino ad ora e lo fa con un omaggio ad un altro genere cinematrofraco, quello degli heist-movie.

Ladies & Gentlemen, a voi… ANT-MAN!

AntManCard

Cos’è un heist movie? Detta alla spicciola, un film su una rapina. Ant-Man  proprio questo ed è l’ulteriore dimostrazione che sun un canovaccio ben noto, possono essere inseriti anche i personaggi più “strani”, e la storia funzionerà ugualmente (purchè la scrittura sia fatta degnamente).

Con tutti i problemi avuti nella sua realizzazione, tra abbandoni e riscruttere delal storia, era facile che il film potesse deludere. Non lo fa, ha qualche pecca ovviamente, ma nulla che ammazzi il film.

Ant-Man (6)La storia come detto è quella di una rapina, ma c’è anche un’altra chiave di lettura, un altra (duplice) storia. Quella di due padri disposti a tutto per le proprie figlie, per proteggerle e tenerle al sicuro non importa quanti anni abbiano.

Da una parte il genio milionario Henry “Hank” Pym, ex agente dello S.H.I.E.L.D che durante una missione ha perso la moglie Janet e con essa il rapporto con la figlia, solo da poco tornata vicino al padre per aiutarlo a conservare un segreto. Dall’altra parte abbiamo l’ex galeotto, squattrinato ed in cerca di una redenzione Scott Lang, esperto in furti ed informatica che accetta un lavoro rischioso solo per poter avere la possibilità di restare vicino alla figlia Cassie.

Ant-Man (5)Il lavoro è semplice, e gli è offerto dallo stesso Pym: deve compiere un furto, deve rubare una tuta particolare, progettata da Darren Cross (ex pupillo di Pym) e basata su una tecnologia ideata dallo stesso Pym decine di anni fa. Cosa ha di particolare? Si base seulle Particelle Pym, in grado di ridurre le dimensioni di una persona fino alle dimensioni di un isnetto: Hank aveva visto il pericolo della cosa e si era rifiutato di cederla allo S.H.I.E.L.D. ed al governo, ma Darren no ha questi scrupoli: il tempo però stringe e sarà una corsa contro il tempo per fermalo e sconfiggerlo.

La storia procede liscia senza intoppi con lo schema classico degli heist movie (Creazione della banda, colpo, conseguenze del colpo), con qualche spruzzata di umorismo (meno rispetto al solito) ed ovviamenti riferimenti al mondo Mavel (sia del fumetto che della tv). Tutto viene mescolato bene, e fanculo a chi dice che la parte melodrammadrica della famiglia è inutile: è il collante tra i protagonisti (Hank, Scott e Hope), è il motore secondario del film.

Ant-Man (2)Che ripeto non è perfetto, ma è di una semplicità tale che non può sbagliare e soprattutto conferma che non c’è bisogno di strafare per fare un film che diverta (Sì cara FOX, mi riferisco anche a te): less is more, dicono gli anglofoni.

Ant-Man è stato anche il film delle prime volte: per la prima volta c’era la famiglia in primo piano (in Age Of Ultron non lo era), ma soprattutto per la prima volta abbiamo visto cche prima degli Avengers, lo S.H.I.E.L.D. aveva già qualche asso nella manica, anche se all’epoca venivano considerate storielle, anzi Tales To Astonish (un riferimento alla storica pubblicazione di casa Marvel, citazione che si perde nella traduzione).

Per la prima volta ci si incazza per un formica (e ricordiamo che anche loro si incazzano), me non perchè dia fastidio, bensì per quello che subisce.

Ant-ManE per la prima volta vediamo un passaggio di consegne, dal vecchio eroe al nuovo, una “legacy” che si tramanda. E come Lang eredita il costume di Pym, Hope eredità quello della madre Janet, ovvero il costume di Wasp.

Umorismo della pellicola? Forse un po’ meno del necessario: non che sia un film serio o peggio serioso, però forse ci si aspettava qualcosa di più. Certo un formica gigante come animale domestico è forse un po’ troppo…però è inserita bene nel contesto, funziona e diverte.

Unica nota negativa (O meno positiva) è il villain: Darren Cross meritava forse un trattamento diverso, forse un po’ più di flashback (ne abbiamo solo uno, all’inzioe del film con Hank all S.H.I.E.L.D.) non ci sarebbero stati male, ma che sia un pazzo è evidente da subito. Non c’è la duplicità di un Magneto (dovuta al proprio passato) o di un Soldato D’Inverno (dovuta al condizionamento mentale): c’è male, follie, avidità e follia.

Ant-Man (3)E poi ci sono i vari colelgamente e gli easter eggs a cui la marvel ben ci ha abituato. Per esempio, abbiamo il lancio nelal scena post credits, di Civil War, con Falcon e Cap che sono riusciti a scovare il Soldato D’Inverno. Ed al tempo stesso Falcon suggerisce l’ingresso nel team di Scott (con cui si è scontrato in precedenza: scena molto divertente), iniziando a delineare le fazioni del film.

Oppure abbiamo un fugace riferimento a un eroe che si arrampica sui muri…chissà chi sarà, eh? Ma questi sono i più evidenti, come i riferimenti agli eventi in Sokovia e alle città che cadono dal cielo di Age Of Ultron.

Ma non possiamo tacere di un riferimento ad un’altra eroina che forse, chissà, un giorno vedremo: Stature, ovvero Cassie Lang. Magari con una storia meno straziante per il povero Scott…

C’è pure un riferimento al Mandarino ed ai 10 Anelli, visto che il simbolo del gruppo appare tatuato su alcuni degli uomini che accompagnano Mitchell Carson quando vuole comprare la tecnologia ora in mano a Cross.

Il mio consiglio? Andate a vederlo, perchè vi divertirete (e con sto caldo vi passate un paio di ore al fresco…). Un film da 7.5/8 per quanto mi riguarAnt-Man (4)da, ma da adesso le cose si faranno più interessanti con l’arrivo di molti altri cinecomics, anche dalla Distinta Concorrenza e non più solo dalla FOX (se escludiamo i Fantastici 4).

Ah se i rumori dell’armatura del Calaborne vi sembrano familiari, tranquilli: hanno usato quello degli AT TT di Star Wars.

4 pensieri su “#AntMan: La Recensione

  1. Pingback: Serial Connection – The #Marvel Cinematic Universe #MCU | TV And Comics

  2. Bello il tuo riferimento agli Heist Movie.
    Anche a te Stoll è piaciuto poco vedo

    Mi piace

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