From Another Universe – 15 motivi per cui siamo immuni dal fascino di Breaking Bad

from another universe

Stasera abbiamo deciso di farci nuovi nemici parlando della serie Breaking Bad, la serie che se non la vedi e non la ami non capisci niente, sei un idiota ecc.

Perché Breaking Bad è la serie che non deve chiedere mai!

In questi anni su Breaking Bad, pluripremiata serie tv targata AMC, ne abbiamo sentite di tutti i colori, in primis dai fan invasati che davvero se ne escono con certe frasi sopracitate.

Prima di continuare ci teniamo a dire che, per nostra fortuna, esistono dei fan intelligenti e rispettosi di Breaking Bad, che ci hanno parlato con sincera passione di questa serie e ci hanno fatto venire voglia di vederla.

15 motivi

Ed ora eccovi i nostri quindici motivi per cui non riusciamo ad amare questa serie.

Vi avvertiamo che sono presenti numerosi spoiler!

1- Walter White/Heinsenberg Ce l’hanno presentato come personaggio mediocre, come effettivamente è. Un uomo comune, insegnante di chimica frustrato che deve fare un doppio lavoro per mantenere la famiglia a cui diagnosticano un cancro. Dovrebbe scattare istantanea l’empatia con questo poveretto con a carico la famiglia che sta per perdere la vita. Non pervenuta.
E’ un insegnante mediocre perché non fa nessuno sforzo di far comprendere ai suoi alunni la bellezza della chimica, cosa che altri suoi colleghi invece riescono. Probabilmente perché dimostrano più personalità. Ma non è finita. Di punto in bianco c’è la svolta: cerca di guadagnare soldi facili da lasciare alla sua famiglia, creando metanfetamina, sfruttando la sua conoscenza in chimica. E si trasforma nel peggiore dei manipolatori possibili. E’ mediocre anche in quello. Ci vengono in mente manipolatori sia per il cosiddetto lato oscuro sia per il lato chiaro che se lo mangerebbero vivo. Sto parlando di gente come Frank Underwood di House of Cards, Joe Carrol di The Following e Patrick Jane di The Mentalist. Loro come manipolatori sono meglio. Più carismatici, più efficaci. Non siamo riusciti nemmeno a rimanere affascinati dalla recitazione di Brian Cranston che non ci appare poi tanto quel fenomeno di attore.

2- Si dice che è una serie che fa venire voglia di vedere subito cosa succede, in particolare dalla seconda stagione in avanti. Ora non mettiamo in dubbio che ci sia davvero qualcuno che lo pensi né vogliamo far intendere in nessun modo che sia un’eresia pensarlo, semplicemente a noi non è venuta voglia di andare avanti. Lo abbiamo trovato lento, ripetitivo, noioso, verboso e prevedibile. Molto prevedibile. Ci è capitato di prevedere ogni secondo di interi episodi. A volte il timore di avere visto troppo si affaccia alle nostre menti, eppure ci siamo emozionate per tante cose viste prima, durante e dopo la visione di Breaking Bad.

3- Uno dei personaggi più insopportabili della serie è il cognato poliziotto di White che riesce nell’impossibile impresa di essere più antipatico di White. E’ il trionfo dei cliché e dei luoghi comuni: il classico padre e marito perbene, talmente moralista e fastidioso che quando si mette a fare una predica contro la droga a Walter Jr, questi si ritrova ad avere voglia di diventare tossicodipendente. Man mano che la serie prosegue viene anche fuori che quest’uomo prova una notevole invidia per White stesso, vorrebbe essere come lui, ma non ha il coraggio di farlo.

4- Skyler White. La moglie. Una donna che appena la vedi… viene voglia di prenderla a calci.

Pensa di aiutare il marito a mantenere i valori di colesterolo basso con il bacon vegetariano, roba che una suola di scarpa risulta più appetitosa. Si appoggia al doppio lavoro del marito e lei si dedica alla vendita online di chincaglierie di dubbio gusto. Troppa fatica cercarsi un lavoro come cameriera o simili? Magari non è nel manuale della perfetta mogliettina da stereotipo. Ad un certo punto la signora, in uno scatto d’orgoglio, il lavoro se lo trova e quale se non quello della segretaria? Ovviamente finisce per andare a letto con il padrone della ditta, suo ex. E chiaramente ci dobbiamo sorbire le performance sessuali dei due che ci eccitano quanto una seduta di yoga.

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5- Tra i personaggi insopportabili ci sono pure l’ex di White, che ovviamente ha sposato un suo caro amico e gli hanno rubato delle idee, diventando miliardari. Il dubbio che gli autori creino dei personaggi che fanno più antipatia del protagonista al solo scopo di farcelo diventare simpatico. Per forza di cose ci si ritrova a tifare per lui e quel derelitto di Jesse, che ha dei genitori da manuale. Nel senso che si potrebbe scrivere su di loro il manuale del pessimo genitore.

6- Solita divisione manichea tra buoni e cattivi. Non so voi ma noi siamo stufe di questa divisione. Perché nella realtà non esiste. Non esiste la persona totalmente buona o totalmente cattiva. Esistono solo delle persone che sono in un certo modo per via delle scelte che hanno fatto. Questa divisione purtroppo è la cifra costante di molte opere seriali statunitensi, come se il pubblico americano non riesca a immedesimarsi in un personaggio se non gli propini la solita questione: ecco questo è il nemico, lo devi odiare; questo è amico e lo devi venerare. E in Breaking Bad i cosiddetti “buoni” sono talmente insulsi e privi di spessore, quasi a rasentare il livello da ameba, che scatta istintivamente la voglia di parteggiare per i cattivi. Non è il fascino perverso del male, come si è visto fare altrove che avrebbe anche una motivazione psicologica profonda interessante da analizzare. No.

7- Continuiamo ad ampliare la questione del conflitto manicheo. In questa serie si finisce per tifare per i cattivi ma non è chiarissimo se lo si faccia perché i due protagonisti siano davvero questi supergeni oppure semplicemente gli altri siano così odiosi da non avere scelta. Tra l’altro dopo aver insistito tanto sul fatto che è una serie originale perché si tifa per i cattivi (cosa che non è vera: i Soprano vi dicono qualcosa?), ci viene rifilato un finale dove il super cattivo, White appunto, muore, solo come un cane, maledetto da moglie e figlio, che si intascano pure i soldi della droga. Almeno nella nostra serie preferita hanno evitato di farci un sermone moralista del genere.

8- I fan fanatici. Quelli che dichiarano che Breaking Bad è la migliore serie che sia mai esistita al mondo, che piace a tutti, a cui nessuno può resistere. Il 90% di questi fan è composta da gente di età generalmente bassa, che ha visto la metà della metà delle serie tv che abbiamo visto noi. Gente che è pronta a giurare che sia il non plus ultra in fatto di fotografia, recitazione, sceneggiatura, e si potrebbe continuare all’infinito. Gente che tratta come poveri minus habens chi osa dissentire. Ci è già capitato con un’altra serie un comportamento del genere e speravamo, ci illudevamo, non vedere più atteggiamenti simili. Ci sbagliavamo.
Non fate un buon servizio alla vostra serie preferita comportandovi così. Capiamo la passione, ma un sano contraddittorio deve essere il sale del dialogo e della discussione. Non tutti hanno gli stessi gusti. Non tutti cercano le stesse cose in una serie. Non tutti si fanno affascinare allo stesso modo. Ed è giusto che sia così. Abbiamo anche il sospetto che molti lo fanno per vantarsi di essere più fighi, di millantare di avere una sorta di patente di esperto del mondo seriale. E questo dal nostro punto di vista è meno accettabile.

9-  Rapporti interpersonali. Quello che viene considerato il rapporto più importante della serie, Jesse e White, è macchiato da tanti di quegli inganni e bugie da far paura. White usa ripetutamente Jesse per i suoi scopi, anche quando gli sta vicino durante la riabilitazione dalla droga, è principalmente una recita per poterlo tenere vicino. White non ama nessuno, tanto meno se stesso. E Jesse ispira umana tenerezza e compassione per essere finito nelle mani di un essere tanto meschino che, incapace di accettare la propria malattia, diventa un boss della droga solo per sentirsi vivo e potente.

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10- La serie viene considerata molto realistica e verosimile dai fan ultras sopracitati. Ci sono state alcune scene che ci hanno fatto dubitare di ciò. In particolare ci riferiamo alla morte di Tuco, a cui sparano nello stomaco, finisce dentro una fossa vuota, si arrampica dalla suddetta fossa, perdendo litrate di sangue e quando ne esce si mette anche a combattere contro Jesse e White. Sinceramente non ci sembra così realistico. Ma forse eravamo di fronte ad un anime e non ce n’eravamo accorte. Senza offesa per gli anime che hanno realmente un certo spessore, nonostante, spesso, pecchino di realismo per quanto concerne le leggi della fisica. Non è il solo caso comunque. La scena topica del finale del pilot ci mostra i due che dovrebbero disfarsi di un corpo sciogliendolo nell’acido fluoidrico che è tanto corrosivo che si mangia la vasca da bagno e fa cadere il corpo dall’alto. Non è realistico nemmeno questo. Alcuni scienziati hanno ripetuto la scena con risultati radicalmente diversi da quanto visto in tv. Acciaio, linoleum e legno sono rimasti pressoché intatti a contatto con questo acido.

11- Altra cosa che è stata ripetuta fino alla noia dai fan fanatici è l’originalità di questa serie: ora noi non abbiamo nulla contro chi si ispira a qualcosa, tutti i buoni autori lo fanno. E siamo abbastanza certi che l’autore di Breaking Bad si sia ispirato lui stesso a qualcosa. Lo ha anche detto. Quello che da fastidio è sentir dire che sarebbe originale, mai visto prima, ecc. Tipo di recente ci è capitato di leggere: “Mai visto un cattivo glaciale prima d’ora” Scherziamo? Non si sono mai visti cattivi glaciali al cinema e in tv? Vorremmo fare un elenco quantomeno accettabile, ma temiamo di occupare almeno 30 pagine, quindi vi parliamo di uno classico per il cinema: il cattivo dei film di James Bond. Freddo, glaciale, metodico.
E uno molto famoso per la tv: il già citato Frank Underwood di House of Cards. Ad inizio serie fa agli spettatori un discorso cinico sul dolore e sul fatto che lui detesti il dolore inutile. E, nel mentre, sta uccidendo a sangue freddissimo un povero cane che è stato appena investito da una macchina. Senza mostrare la minima emozione.

12- Sempre i fan fanatici di Breaking Bad apprezzano non poco i paragoni con il cinema quando si fanno lodi sperticate sulla serie, viceversa se si usa la settima arte per demolirlo, ecco che la musica cambia e partono gli insulti, tra i quali, il più ripetuto: “Non capisci niente di linguaggio seriale.”

Non abbiamo né il tempo né la voglia di fare una lunga dissertazione sul linguaggio seriale, ci permettiamo solo di spiegarne solo gli elementi basilari, giusto per far capire che lo comprendiamo benissimo. La serialità è diversa dal cinema per svariate ragioni. La principale è che ci si può prendere il tempo per raccontare una storia e se c’è un autore valido alle spalle spesso dei dettagli che paiono inutili ai fini della narrazione, vengono poi ripresi nella stagione conclusiva, andando a formare un intricato puzzle. Le serie di spessore riprendono molto il linguaggio letterario, persino più del cinema, dilatando i tempi, approfondendo meglio i personaggi e le storie, avendo più tempo a disposizione. Che poi questo non venga sempre sfruttato al meglio è un altro conto. Ah sì, lo sappiamo benissimo che Breaking Bad ha ripreso un avvenimento della seconda stagione (Walter White lascia morire la fidanzata di Jesse in modo da poter sfruttare quest’ultimo) nell’ultima quando White rivela al suo complice ciò che ha fatto. E molti fan fanatici gridano al capolavoro anche per questo.

13- Ultimo personaggio per noi insopportabile, reso ancora più insopportabile dal fatto che ora è uscito uno spin off (ovviamente già definito un capolavoro fin dal pilot) è Saul. L’avvocato maneggione, che non ne combina giusta neanche a coprirlo d’oro però riesce a fare qualche soldo grazie ad Heinserberg/White sfruttando al meglio il suo traffico, è di un fastidioso incredibile. Saremmo anche prive di umorismo però non ci fa ridere, non ci coinvolge, non ci dice niente. E il suo interprete è una fastidiosa macchietta.

14- Sappiamo che è una cosa molto frivola però non possiamo fare a meno di farlo notare.

Breaking Bad aveva come hair stylist ovvero come stilista per capelli, insomma come parucchiera, tale Kelly Nelson. E voi direte: che c’è di male?

In effetti non ci sarebbe nulla di male se non il fatto che ¾ del cast della serie è composto da uomini semicalvi.

hair stylist

Cosa diamine faceva questa signora tutto il giorno? Lucidava teste?

15- Ultimo motivo, già detto ma repetita juvant: ci avete fatto una testa quanto un pallone per questo Breaking Bad. Anche noi siamo ossessive verso la nostra serie del cuore, ma ne sappiamo riconoscere i difetti, invece qui pare impossibile far notare un difetto che si diventa bersagli mobili. Basta!

Concludiamo con una cosa importante: dato che sappiamo benissimo di correre anche noi questo rischio facciamo presente che qualunque commento pieno di insulti e parole irrispettose verrà cestinato senza misericordia. Se volete controbattere punto per punto ci farà un gran piacere, basta farlo con educazione e rispetto, in caso contrario il vostro commento non sarà mai pubblicato.

Grazie.

Articolo redatto da Simona Ingrassia e Silvia Azzaroli.

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2 pensieri su “From Another Universe – 15 motivi per cui siamo immuni dal fascino di Breaking Bad

  1. caspita, mi avete fatto davvero venir voglia di vedere questo film.

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    • Bene. Ma è una serie tv, non un film. Serie tv di 5 stagioni da 13 episodi l’una. Tranne la prima che ne ha 7 e l’ultima 16. Buon divertimento.

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