#GameOfThrones – Unbowed, unbent, unbroken (S5E06)

Bentrovati a tutti per questo sesto appuntamento con la stagione di Game of Thrones. Devo dire che è una stagione un po’ stronza da affrontare: stenta a coinvolgere, non decolla davvero.. E quando tenta di decollare finisce per strafare.
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E’ un bene che io non abbia scommesso: avrei perso. Speravo – anzi mi auguravo – ci fosse un Red Wedding 2.0 ma mi è andata male.. Eppure qualcosa mi dice che non è ancora finita, qualcosa succederà.. O almeno spero! Perché come molti di voi sono altamente delusa da questa stagione.

Fatta questa premessa devo dire che mi aspettavo molto di più dall’episodio: il titolo riprende il motto di Casa Martell «Mai inchinati, mai piegati, mai spezzati», quindi mi aspettavo che il titolo presagisse che il fulcro di tutto avesse sede in Dorne.. E invece a Dorne è stata relegata ad un ruolo che definire marginale è quasi una valorizzazione. Le sequenze a Dorne sembrano infatti molto campate per aria in modo molto approssimativo, il duello – che di solito per GOT è un punto di forza non indifferente – tra le Serpi della Sabbia e l’accoppiata Jaime-Bronn lascia anche troppo a desiderare.. Troppo veloce, troppo caotico, troppo sbrigativo e dall’esito tutt’altro che scontato. Il fatto che l’esito non fosse così scontato non è un male, ma rimangono anche troppe zone d’ombra: primo su tutti il fatto che Jaime e Bronn siano stati smascherati con fin troppa facilità nonostante il travestimento a dir poco impeccabile, ed in secondo luogo il fatto che le telecamere abbiano a lungo indugiato sulla ferita riportata da Bronn.. Con cotanto padre non ci sarebbe da sorprendersi se anche lei avesse il vizietto di intingere le lame nel veleno.

La staticità è una costante imprescindibile di questa stagione, e statica – o stitica – è anche una situazione che abbiamo atteso all’incirca per l’intera quarta stagione: l’arrivo di Arya nell’onesta città di Braavos. Il suo percorso per diventare un senza volto procede a rilento, Jaqen sembra non avere alcuna fretta.. Anche perché Arya è visibilmente impreparata: poco paziente, troppo rancorosa (a ragion veduta) e troppo mossa da fini personali che le impediscono di raggiungere il fine ultimo. Per quanto lo stallo sia sempre ben presente, almeno Jaqen a un dunque ci arriva: se Arya non è pronta a diventare nessuno può sempre essere sulla strada buona per diventare qualcun altro.. E finalmente accediamo ad una nuova area della Casa del bianco e del nero.. Possiamo chiamarlo l’archivio? In breve: tutti i morenti che entrano nella casa e che muoiono vengono privati delle facce, le quali vengono inserite in questa sorta di galleria, e tramite quelle facce è possibile – se ho capito bene – assumere l’identità di qualcun altro. Speriamo che questo conduca a qualcosa di più concreto, o non ne usciamo più.

Voi che come me seguite gruppi e pagine di ogni genere, sarete sicuramente incappati almeno una volta nell’hashtag «MAINAJORAH».. Bene: questo detto (che per assonanza viene usato al posto di «Mainagioia», per chi non lo sapesse), direi che in questa puntata il significato raddoppia. L’ars oratoria di cui il folletto di casa Lannister è dotato non solo non salva lui stesso e Jorah dagli schiavisti, ma mette in guai ancora peggiori il povero Jorah. Il tentativo di Tyrion di mettere in buona luce Jorah per tentare di intimidire gli schiavisti si rivela un boomerang che si abbatte sullo stesso Mormont: gli schiavisti anziché intimidirsi decidono di castrare il poveraccio. E’ credenza diffusa che i genitali di un abile guerriero siano dei veri e propri portafortuna, quindi vengono ben pagati.. Ora, io vorrei rivolgere un appello agli schiavisti: Jorah è un povero tapino! Da anni è friendzonato da una ragazzina che potrebbe essere sua figlia, è stato etichettato come un traditore ed allontanato dalla stessa ragazzina per cui sbava, si è preso il morbo grigio.. Suvvia, almeno le palle lasciategliele, è come sparare sulla Croce Rossa! Fine dell’appello.

Io proporrei uno scambio: leccaculo per leccaculo, chiederei loro di smollare il povero Jorah – e annesso folletto – e prendere in cambio Petyr Baelish. Su quanti fronti sta giocando quest’uomo? E’ un maledetto figlio di puttana, diciamolo, ma astuto: quando consiglia a Cersei di aspettare a punire i Bolton per tradimento, le consiglia di aspettare. Ma non perché gli interessi qualcosa riguardo i Bolton, ma perché sa che Stannis Baratheon sta marciando verso Winterfell e ci sarà uno scontro per la conquista del nord. A lui non importa assolutamente nulla di chi vincerà lo scontro tra Stannis e i Bolton, anche se ha messo una sorta di ‘assicurazione sulla morte’ dei Bolton piazzando Sansa all’interno della loro casa e della loro famiglia.. A lui interessa solo quello che si è garantito rivelando a Cersei che Sansa si trova a Winterfell: il titolo di Guardiano del Nord. Un gran paraculo insomma, anche se molto astuto.

A Cersei non sembrerà vero di poter finalmente rimettere le mani su Sansa, figuriamoci! Ma prima c’è ben altro a cui pensare: il Credo a mano armata è qualcosa di estremamente dannoso con cui, prima o poi, anche lei si dovrà misurare visti i suoi peccati. Ma al momento, con Margaery tratta in arresto poiché riconosciuta complice di suo fratello perché a conoscenza della sua omosessualità, Cersei si sente in una botte di ferro e trae i suoi vantaggi da quello che ha fatto. Il fatto che il Credo superi anche l’autorità regnante non è un buon segnale, anzi è alquanto allarmante soprattutto per Cersei: lo sappiamo tutti che Cersei è infognata da una vita in una relazione incestuosa.. Chi le assicura che un domani non tocchi a lei quello che sta toccando a Loras e Margaery? Una sola cosa è certa: Lady Olenna, tornata a corte in occasione del processo del nipote, non renderà vita facile a Cersei, e farà di tutto per tirare fuori dai guai i suoi nipoti e vendicarsi dell’affronto subito.

E siamo finalmente giunti al tanto atteso matrimonio: Ramsay e Sansa sono ufficialmente marito e moglie. E fin qui tutto bene.. Per dire.
Non voglio leggere polemiche, e non perché io non sia democratica.. Ma sono coerente. Lo stupro di Ramsay nei confronti di Sansa c’è stato, nessuno lo nega.. Ma ve lo devo ricordare io che stiamo parlando di Game of Thrones e non di Settimo Cielo? Qui ci sono gli stupri (Drogo su Daenerys quando hanno consumato il matrimonio per esempio, o Jaime su Cersei alla morte di Joffrey), ci sono le morti violente (tipo quelle del Red Wedding o quella di Oberyn).. Se non vi piace, se non potete sopportarlo, non guardate Game of Thrones! Paradossalmente, per quanto squallido e brutale, era prevedibile che andasse così: Ramsay non è uno stinco di santo, non lo è mai stato, e personalmente mi sarei stupita se fosse andata diversamente da così. Chi mi ha delusa di più è Theon: se ne sta lì a piangere neanche fosse lui ad essere stuprato e non muove un dito.. Che senso ha?

Sommariamente, io mi sento di bocciare su tutta la linea l’intero episodio: c’è poco pathos, i personaggi ‘forti’ perdono colpi, e ogni fuoco di paglia che gli autori accedono qui e là fanno ancora più danni della flemma estenuante che ci stanno propinando.

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