Speciale 8 Marzo – Le donne in letteratura, nel cinema e nelle serie tv

8 marzo2

Oggi come tutti sapete è l’8 Marzo, la Giornata Internazionale della Donna.

Non staremo qui a disquisire sul significato simbolico di questa giornata.

Vogliamo invece parlarvi di come le donne siano dipinte nel cinema, nelle serie tv e in letteratura dove ci sono stati tanti passi in avanti sulle figure femminili, ma c’è ancora molto da fare, soprattutto, parrà strano, proprio al cinema.

Ci teniamo a dire che la nostra non sarà una carrellata esaustiva di tutti i personaggi femminili visti in sala, nei telefilm e nei romanzi negli ultimi anni: non sarebbe concretamente possibile farlo.

Cercheremo di parlare di quelli (anche qui non di tutti) che conosciamo noi, sia direttamente o tramite amici, vedere il caso di A Song of Ice and Fire, saga letteraria da cui è stata tratta la serie tv Game of Thrones.

Un nostro amico, Valentino Sala, ci ha aiutato fornendoci descrizioni sintetiche (ma neanche qui possiamo definirle esaustive: non c’è il tempo né lo spazio di farlo) di alcuni personaggi femminili della saga di George R. R. Martin.

Una cosa essenziale: Valentino conosce meglio i libri, quindi le descrizioni qui riportate riguardano appunto questi, non tanto la serie tv.

Iniziamo dall’opera di Martin.

Le donne in A Song of Ice and Fire

 Casa Stark:

casa stark

Catelyn Tully-Stark (moglie di Eddard)
Si tratta di una donna in costante stato di ansia, soprattutto sin da quando la si vede la prima volta. Si preoccupa che la sua famiglia non subisca danni da un’ambiente ostile. Incarna la figura della madre di famiglia, innamorata dei figli e del marito, e si batte strenuamente per convincere i suoi cari a non fare azioni avventate. E’ anche una donna che prova rancore e ha sete di vendetta, ma i suoi consigli sono sempre volti in modo che i suoi abbiano il massimo al minimo rischio. Ed è lì che risiede il suo errore maggiore. La sua capacità strategica e le sue trame non possono competere con quelle dei nemici. E’ una donna indubbiamente forte che prenderà le redini del casato quando Eddard morirà.

sansaSansa Stark
Lei appare come una donna priva di volontà propria, capace di piegarsi alle avversità solo per assicurarsi la propria sopravvivenza. Tra le sue doti vi sono quelle che non appartengono alla sorella Arya e che fanno di lei una Lady e una dama perfetta. In realtà non si sa se il suo spirito di adattamento sia consapevole oppure perché gli eventi sono talmente grandi da costringerla ad agire di conseguenza.

E’ una donna ambiziosa, bugiarda ma non è mai troppo chiara la motivazione delle sue azioni. Si trova suo malgrado in mezzo a complicate trame di potere e, ancora una volta, sembra lasciarsi trascinare dagli strali del destino. Non abbiamo ancora capito se Sansa sia una donna ingenua, capace di affidarsi a chiunque le stia intorno, oppure abbia delle mire precise e il suo atteggiamento è solo una strategia volta ad assicurarsi il minor danno possibile in attesa di tempi migliori.

aryaArya Stark

Essendo più giovane della sorella è anche più passionale, capace di correre enormi rischi. Dopo la disfatta della casa Stark, lei non avrà un luogo dove andare. La sua giovane età la porta a non avere le idee chiare su se stessa, e sul resto, portandola a farsi trascinare tanto che arriverà a vivere momenti particolarmente terrificanti.

Dentro di lei però vive uno spirito guerriero e si ritroverà ad uccidere e a strisciare nelle segrete dei castelli pur di ottenere ciò che vuole. Farà patti con degli assassini, si imbarcherà in un viaggio che la condurrà in una terra sconosciuta e si annullerà nel tempio del bianco e del nero. Diventerà adepta  di una divinità che dona la morte con compassione a chiunque ne faccia richiesta. Prima di andare a dormire, però, continua a recitare la lista di chi dovrà morire per soddisfare la sua sete di vendetta. Ogni cambiamento che lei affronterà sarà solo dettato dal suo desiderio di vedere vendicata la morte del padre.

Casa Lannister:

casa lannister

Cersei Lannister

Ci troviamo di fronte a una vera tessitrice. Trame e orditi che puntano tutti dritti al suo scopo: il potere.

cersei
Cersei è una donna assetata di potere, come neanche il padre lo è, che non guarda in faccia a niente e nessuno ed arriverà persino a farsi umiliare pubblicamente pur di avere anche una sola possibilità di rientrare nei giochi. E’ superba, adora la sua bellezza e non si fa scrupolo di usarla in ogni modo possibile per ottenere ciò che vuole. Organizza assassini, ed è perfetta nel seminare zizzannia tra potenziali concorrenti e nemici. Conosce bene in motto “divide et impera”. E’ anche una donna che ama i suoi figli ed è innamorata del suo gemello. Però la sua smania di potere prevale anche sulla sua capacità di amare e arriva ad usare i suoi cari pur di dominare sugli altri.

Non si fa scrupolo di affermare che, di fatto il fratello è troppo debole, a suo avviso e che avrebbe meritato maggiormente di saper combattere con la spada. Nonostante questo non ha vere e proprie capacità dal punto di vista politico e rischia, in breve tempo, a distruggere ciò che il padre aveva costruito. Questo per Cersei non costituisce un reale problema, a dir la verità, perché lei è come la fenice, capace di risorgere dalle proprie ceneri.

Casa Targaryen

Casa Targaryen

Daenerys Targaryen

Daenerys prima del suo nome, madre dei draghi, la non bruciata. Questi sono alcuni dei titoli della giovane Targaryen. Lei è una donna forte, molto più di quanto in realtà fa apparire. Decisa e risoluta, nonostante la propria età, non ha problemi a ordinare il saccheggio di città e di condannare a morte atroce chi si pone sul suo cammino. Lei è la madre dei draghi e forte della propria convinzione di essere la vera e legittima regina di Westeros, si prepara da terre lontane a prendersi ciò che è suo di diritto.

Daenerys TargaryenE perché non lo farà? Perché spunterà in lei la madre compassionevole, un tratto particolarmente forte nel suo carattere. Non potrà lasciare un popolo che la considera la propria madre allo sbando. Ecco l’altro lato di Daenerys.

Altre donne.

Asha GreyjoyAsha Greyjoy

La guerriera. Il suo sentimento verso l’onore della propria casa è ciò che la guida nonché una voglia di riscatto femminile in una comunità, quella delle isole di ferro, dove le donne non sono considerate al di fuori della loro funzione di madri e ‘riproduttrici’. Asha vuole dimostrare che lei è in grado di combattere e comandare come e meglio di un uomo.

Margaery TyrellMargaery Tyrell

Si fa benvolere dalla popolazione di Approdo del Re per il suo essere caritatevole e si fa amica di Sansa per conoscere la vera natura del suo promesso sposo Joffrey. Entra in contrasto con Cersei per l’influenza sul piccolo re Tommen, da lei sposato dopo la morte di Joffrey. (In realtà nel libro non è sviluppata come nella serie per ora). In ogni caso lei tenta di far cambiare le idee a Tommen cercando di consigliarlo verso un diverso tipo di potere. Per lei è meglio essere amati dal popolo più che temuti, esattamente il contrario di Cersei.

Brienne di Tarth

La sua poca avvenenza l’ha condannata a non avere un marito. Si innamora di Renly Baratheon perché l’unico uomo a sua memoria a non averla schernita per il suo aspetto mascolino. Accusata di averlo ucciso non si da pace.Brienne di Tarth

Donna tutta di un pezzo, forse l’unico vero cavaliere di tutta la storia, ne incarna i veri ideali, fedeltà e volontà.

MelisandreMelisandre

La sacerdotessa rossa. Lei insegue la profezia e crede di averla trovata. È devota al suo dio e farebbe di tutto pur di non contraddire ‘ciò che deve venire’.

Martin è sicuramente un maestro nel tratteggiare i personaggi, non solo quelli femminili e, raramente, sforna banalità. Queste donne sono molto reali, con i loro chiaro scuri, le loro debolezze, le loro fragilità e la loro forza d’animo. E sono diverse, molto diverse per fortuna.

Gli autori della serie Game of Thrones, pur facendo un lavoro egregio hanno cambiato svariate cose del libri ai fini della narrazione, quindi a volte può essere capitato che alcuni personaggi risultino meno sfaccettati e profondi di quanto non siano nei romanzi. Non è una cosa insolita nel mondo della serialità, soprattutto quando si cerca di trasporre una lunga saga.

Un esempio di questo è ciò che è accaduto nella saga di “La spada della verità” di Goodkind, una saga che sfortunatamente è stata trasposta male in una serie tv, a differenza di quello che è accaduto per la saga di Martin dato che Game of Thrones resta una delle migliori degli ultimi anni.

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Molte figure della saga di Goodkind hanno fatto le spese: non è stata resa la bellezza dell’animo di Kahlan Amnell, ridotta a essere semplicemente la donna del Cercatore. Sono stati annullati il dolore per la morte della sorella, annullata la sofferenza reale per non poter avere una storia d’amore normale a causa dei suoi poteri. E ancora una volta è stato annullato tutto il dolore e lo sgomento a trovarsi di fronte, suo malgrado, ad essere l’ultima Madre Depositaria. Per nostra fortuna non si è andati oltre le due stagioni, quindi non c’è stato tempo di rovinare altri aspetti di questa donna così forte e così fragile allo stesso tempo. Lei è anche una donna innamorata, ma la storia è costruita secondo modalità e tempistiche più comprensibili e verrà combattuto fino alla fine, trascendendo anche eventi che le hanno fatto perdere memoria di quel sentimento ma che il cuore troverà modo di far riemergere.

1q84A proposito di letteratura non sarebbe male che qualche emittente seria riuscisse a trasportare sul piccolo schermo o anche sul grande schermo alcuni dei romanzi di Haruki Murakami, in primis Norwegian Wood e 1Q84, dato che l’autore giapponese ha il raro dono di saper dipingere le donne (e anche gli uomini) in maniera molto realistica, senza ricorrere a trucchetti o stereotipi, anzi spesso si diverte a demolirli. E’ il caso della sua Aomame di 1Q84, che ci appare per la prima volta in tailleur attillato e corto oltre che con i tacchi a spillo, perfetta immagine di un killer, quando invece nasconde un’anima per cui si prova sia attrazione che repulsione perché gli esseri umani nascondono un groviglio di sentimenti, emozioni e pensieri non inscatolabili.

E a proposito di cinema, è triste dover dire che se nella settima arte i personaggi femminili interessanti non manchino, siano però inferiori rispetto a quelli maschili.

Nel mondo cinematografico c’era così tanta abbondanza di personaggi maschili intriganti che non tutti hanno avuto il riconoscimento  dovuto e la nomination agli Oscar di quest’anno.

Viceversa bisogna dire che alcune delle candidate all’Oscar proprio non meritavano di essere nominate: pensiamo a Felicity Jones de La Teoria del Tutto, brava sicuramente, ma era un personaggio che aveva un decimo dello spessore di quelli tra i candidati uomini.

kieraEvanescente poi quello di Keira Knightley in The Imitation Game: in pratica la funzione del personaggio era pari a quella della tappezzeria.

E ci è parsa esagerata ll’ennesima nomination a Meryl Streep: niente da dire sul talento immenso di questa attrice eccelsa, però santo cielo non è possibile che ogni volta che respiri tutti gridino: Oscar! Oscar!

Detto ciò per fortuna i ruoli profondi per le donne al cinema non mancano.

Marion CotillardPartendo proprio dalle candidate all’Oscar ci viene da citare la meravigliosa Marion Cotillard di Due giorni, una notte dei fratelli Dardenne, dove presta il volto a Sandra, una donna che è rimasta a lungo assente dal lavoro a causa di una forte depressione e prova a riprendere il suo posto nella ditta dove lavorava, solo che la situazione non sarà facile visto che il padrone ha distribuito le sue mansioni ad altri promettendo loro un bonus di mille euro a testa.

Sandra si batterà con le unghie e con i denti per riavere il suo posto di lavoro, ottenendo di far indire un secondo referendum, dopo il primo a lei sfavorevole. E parlerà a cuore aperto, anche litigando, con i suoi ex colleghi persone comuni e disperate quanto lei, per ottenere il loro appoggio.

Sandra dimostrerà una dignità e una forza incredibile in tutta la vicenda, anche piangendo e urlando pur di avere giustizia.

still aliceAltro personaggio molto bello è quello di Alice, protagonista di Still Alice, interpretato dalla sublime Julianne Moore, premiata giustamente con l’Oscar: questa pellicola molto dignitosa e niente affatto lacrimevole racconta l’Alzheimer di Alice con molto tatto, senza facili pietismi. E attraverso la pregevole performance della Moore ci svela questo demone oscuro che distrugge una persona dall’interno, privandola di tutto, anche della sua forza interiore e del suo intelletto.

Impressionante l’attrice alla fine con il volto completamente apatico.

sils mariaTra i film non candidati all’Oscar, ma di notevole valore, non solo per quanto riguarda l’universo femminile, segnaliamo Sils Maria, che ha fatto incetta ai recenti Cesar (gli Oscar francesi), grazie alla storia molto bella e alle splendide interpretazioni di Juliette Binoche e, incredibile a dirsi, Kristen Stewart, l’ex star di Twilight, decisa a far dimenticare a tutti il ruolo di Bella.

La trama di Sils Maria è questa:

All’apice della sua carriera internazionale a Maria Enders (La Binoche) viene offerto di recitare in un revival della commedia che l’aveva resa famosa vent’anni prima. A quei tempi interpretava il ruolo di Sigrid, un’affascinante ragazza che spinge al suicidio il suo capo, Helena. Ma oggi le viene chiesto di cimentarsi proprio nel ruolo della protagonista più matura e tragica. Per prepararsi al ruolo parte assieme alla sua assistente Valentine (la Stewart) per andare a Sils Maria, un paesino dell’Engadina, in Svizzera, dove aveva vissuto gli ultimi anni di vita l’autore delle pièce teatrale, morto tragicamente proprio in quei giorni.

Una giovane starlet di Hollywood, Jo-Ann Ellis, con una spiccata propensione agli scandali interpreterà il ruolo di Sigrid la rivale di Helena, e così Maria si ritroverà dall’altra parte dello specchio, faccia a faccia con una donna ambiguamente affascinante: un inquietante riflesso di lei stessa, fino a confondere tra vita reale e teatro, in un doppio gioco crudele e sorprendente.

Una bella storia al femminile dove le donne si svelano con le loro paure e i proprio sogni, senza maschere.

Vogliamo chiudere l’articolo parlando di altre donne della serialità televisiva. Queste donne che nomineremo si sono imposte per come sono state disegnate dagli autori e per come sono state portate dalle attrici che le interpretavano.
La serie statunitense Fringe, oltre a essersi distinta per aver portato in maniera insolita tematiche come gli universi paralleli e la scienza di confine, ha anche mostrato al mondo figure femminili di sicuro impatto e rilievo.

olivia
La prima in ordine di apparizione è Olivia Dunham, agente FBI che si impone a viva forza nelle indagini del disastro del volo da Amburgo e si troverà coinvolta, suo malgrado, in qualcosa più grande di lei. Lei è una donna danneggiata, emotiva che non ama perdere. Estremamente compassionevole ed empatica, due doti che le permettono di mettersi nei panni delle vittime, di vedere quello che loro vedono e di assicurare giustizia. Quando era bambina ha dovuto dividersi tra le percosse del patrigno e gli esperimenti del progetto cortexiphan a cura di Walter Bishop e William Bell. Non è una donna perfetta, anzi. E’ una donna viva e reale, insicura e capace di fare grandi gesti e di battersi come una leonessa per le persone che ama. A volta tira fuori anche il suo lato più aggressivo e non usa mezzi termini per dire ciò che ha in mente. Nina Sharp, personaggio di cui parleremo tra poco, dirà di lei: “Immagino che ogni versione di te è testarda.

astridLa seconda piccola grande donna che conosciamo è Astrid Farnsworth, agente FBI che viene affidata assieme ad Olivia nella Fringe Division. E’ una donna molto dolce e dall’infinita pazienza, capace com’è di sopportare le bizzarrie e la rudezza di Walter Bishop. E’ una vera amica sia con Peter ma soprattutto con Olivia tanto che molto spesso sarà fondamentale nel ricordurre quest’ultima alla ragione. L’intelligenza pacata di Astrid, la sua passione per i codici e la crittografia in genere saranno fondamentali per la soluzione di diversi casi.
Avevamo nominato poco prima Nina Sharp, braccio destro di William Bell, che è stato a sua volta il braccio destro di Nina (per usare le parole di lui), alla direzione della Massive Dynamics. E’ una donna forte, determinata che sa condurre gli affari in maniera consapevole e lucida.

nina“Ciò che Nina Sharp vuole, lei ottiene” verrà detto di lei durante la serie. Riconosce in Olivia una sua pari, tanto che arriverà ad offrirle un posto di lavoro in azienda, che l’agente rifiuterà senza troppi complimenti. Dietro alla facciata di donna d’affari senza scrupoli si cela una figura innamorata di un uomo dai mille segreti, una personalità complessa, a volte criticata da una parte del fandom in quanto donna di potere.

Ultima ma non per importanza è Elizabeth Bishop, moglie di Walter Bishop e madre di Peter Bishop. Walter in un episodio arriverà a dire: “Tua madre era una donna straordinaria” e non possiamo dargli torto. Vediamo due versioni di lei nella serie. Entrambe devono affrontare la sofferenza di avere un figlio malato grave e, di fatto, la mancanza di un marito.

elizabethLa cosa diventa ancora più evidente quando il piccolo Peter viene rapito alla sua famiglia d’origine. La madre naturale di Peter chiede al suo uomo di affrontare con lei il dolore ma viene abbandonata, e lasciata a se stessa a fare i conti con un matrimonio ormai a pezzi. L’altra Elizabeth invece verrà lasciata sola ad affrontare i propri sensi di colpa per aver ceduto, per aver mentito a quel bambino che crescerà come suo figlio fino alla fine dei suoi giorni. E sarà nuovamente lei a riconoscere quel figlio, sperduto in una timeline che lui non credeva sua, e a  perdonare Walter per il suo gesto chiedendogli di aiutare Peter.
Quando rivede quest’ultimo lei dice: “Ho vissuto tutto questo tempo sperando che, da qualche parte, tu vivessi felice e ti fossi innamorato di qualcuno.  Ho sempre creduto che tu avessi una vita da qualche parte, solo non qui.”

Anche nella serie tv Castle vediamo figure femminili interessanti a partire dalla protagonista Kate Beckett. Inizialmente ci viene mostrata come il classico agente di polizia duro e puro, priva di spirito dell’umorismo, che accetta poco l’intrusione di Castle nel distretto. Pian piano però la convivenza forzata con lo scrittore rivela un lato di lei totalmente differente: Beckett è una donna forte, determinata a scoprire che cosa è accaduto alla madre e assicurare alla giustizia i colpevoli.

Kate BeckettDi fatto quest’evento è ciò che le ha cambiato la vita, la motivazione principale per cui ha scelto di entrare in polizia. E’ anche una donna mentalmente aperta, ha avuto un passato da ribelle, ha fatto da modella per una grossa agenzia di moda ma poi ha lasciato per inseguire il suo obiettivo primario, e ha un  notevole senso dell’umorismo. E’ una donna sensuale, conscia del suo fascino ma non ha bisogno di ostentarlo attraverso atteggiamenti o abbigliamenti provocanti. E’ anche una donna con le sue fragilità, capace di affrontarle a viso aperto.

Altra grande donna di Castle è Martha Rodgers, madre di Castle. Inizialmente la prendiamo come una donna vanesia, con la testa perennemente sulle nuvole, che non si sa bene come sia riuscita a crescere questo figlio tutta da sola. Con il proseguire della serie capiamo che Martha è anche una donna molto matura, che ama profondamente la vita e gli esseri umani.

Martha RodgersUna donna che non ha mai voluto negare nulla a se stessa e a suo figlio, che ha amato e ha accettato le conseguenze di quell’amore senza troppo piangere sopra perché gli ha fatto il regalo più importante e più bello: suo figlio. E’ una donna saggia che preferisce concentrare la sua attenzione su ciò che di bello gli eventi gli possono regalare e, molto spesso, è la confidente e la voce della ragione di suo figlio Richard.

Diversi personaggi femminili interessanti vi sono anche in Person of Interest a cominciare da quella che per adesso è diventata forse la protagonista femminile: Sam “Root” Groves, un hacker geniale e folle, che dopo un percorso tortuoso e difficile, anche a causa del dolore per la perdita della sua migliore amica quando era bambina, uccisa barbaramente da un vicino, si ritrova tra le file del team Finch/Reese.

Sam “Root” GrovesRoot è la voce della Macchina di Finch, un po’ sopra le righe, ha imparato il valore della vita umana e ha saputo dimostrarsi leale, a suo modo, pur non rinunciando alla sua vita personale.

Prima di lei, come protagonista, avevamo Joss Carter (Taraji P. Henson, attualmente protagonista della celebrata Empire), agente di polizia tutto d’un pezzo, ha cresciuto il figlio praticamente da sola, dopo che il marito si era allontanato a causa della depressione post traumatica.

Joss CarterJoss è una donna buona e forte, ma dover vivere in un ambiente maschile e affrontare determinate cose da sola, l’ha resa un po’ troppo dura a volte, tuttavia ha saputo dimostrare di poter cambiare le proprie vedute e allargare i propri orizzonti, capendo, sulla sua pelle, che i buoni e i cattivi non sono mai tutti da una parte.

Meravigliosa la sua amicizia con Lionel Fusco, ex poliziotto corrotto che cambierà grazie al suo esempio genuino.

Ci sono altre donne intriganti in questa serie (Shaw, Zoe giusto per fare qualche nome), ma non possiamo elencarle tutte, ci teniamo però a dire due parole su Control, una dei “cattivi”:

controlentrata in scena come un personaggio spietato, capace persino di torturare le persone pur di ottenere ciò che vuole, abbiamo poi scoperto che vi è un forte e nobile ideale che la spinge a fare ciò che fa. Lei tiene seriamente alla sicurezza degli innocenti e crede che purtroppo molti sacrifici siano necessiari per questo. Non passa tuttavia giorno in cui lei non provi rimorso per questo e sono ormai evidenti a tutti i suoi dubbi sull’operato di Samaritan.

Di serie con personaggi femminili costruiti bene ce ne sono una marea, anche se questo vale soprattutto per le serie più valide, bisogna però essere oneste e far notare che quando il prodotto è scarso, tutti i personaggi sono pessimi, anche quelli maschili.

Ci terremmo a concludere parlando di Doctor Who, dove di donne ne sono passate molte e per fortuna la maggior parte di loro erano personaggi di spessore.

La prima che ci viene in mente è lei, Sarah Jane Smith.

Lei rappresenta per la tv ciò che Leia Organa è stata per il cinema: una delle prime donne moderne, donne che non rinunciano alla propria femminilità e nel contempo dimostrano di essere forti.

E’ la companion che è stata più a lungo a fianco del Doctor, a loro modo si sono amati, si sono capiti, senza mai giudicarsi.

Donna indipendente, capace di crearsi una solida carriera di giornalista, senza l’appoggio di nessuno, giornalista che si batte per la giustiza e la verità, Sarah Jane si vede che porta dentro il dolore di aver perso qualcosa, eppure è solare, vitale, ama la vita, come le ha insegnato il Doctor.

sarah janeIn uno slancio di amore assoluto è lei ad invitare Rose Tyler a rimanere nella Tardis per godersi il viaggio perché “Per certe cose vale la pena farsi spezzare il cuore” come a dire: Non rinunciare ad essere felice, a vivere perché hai paura di soffrire. Sì soffrirai, non ti mentirò, ma vale la pena perché anche questa è vita.

La companion più amata ci ha lasciato, insieme alla sua interprete, nel 2010: la nostra Elizabeth Sladen ha dimostrato la sua vitalità fino alla fine, registrando gli ultimi episodi di Sarah Jane Adventures anche se malata e facendo persino le foto pubblicitarie con Matt Smith/Eleven.

Una donna che è stata un inno alla vita e alla donne.

Grazie Sarah Jane.

“Pain and loss, they define us as much as happiness or love. Whether it’s a world, or a relationship. Everything has it’s time, and everything ends”

Prima di continuare vorremmo dirvi che non è nostra intenzione mancare di rispetto a nessuna delle companion moderne. Siamo costrette a tirare a sorte per mancanza di spazio in modo da poter parlare in maniera decente di una di loro.

Quindi sappiamo bene che Rose Tyler, Martha Jones, Donna Noble, Amy Pond, River Song e Clara Oswald hanno avuto eguale importanza nella vita del Doctor e sono state donne vere anche per la loro diversità.

And the Winner is: Donna Noble.

Donna è l’amica, la confidente del Doctor, sono amici per la pelle, anzi “partners in crime” come recita il titolo di uno degli episodi più divertenti che li vede insieme, l’inizio del loro viaggio.

Sono la prova che nell’amicizia vi può essere un amore altrettanto forte di quello che c’è tra i due innamorati.

DonnaDonna entra in scena come una persona fragile, insicura, è una “segretaria precaria” come ama ripetere, vessata da una madre insopportabile, diventa via via più forte, anche grazie al rapporto con suo nonno, eterno sognatore e il Doctor.

Pur riconoscendo il valore dell’operato di  Russel T. Davies, autore eccellente, che ha svolto un lavoro incredibile in quattro anni, rilanciando la serie in maniera spettacolare e profonda, non gli perdoneremo mai per aver fatto regredire Donna ad un’ameba superficiale perché non ha saputo trovare di meglio per salvarle la vita.

Ci auguriamo che qualcuno le ridia la dignità visto che  è stata la “donna più importante dell’universo.”

Come diceva all’inizio dell’articolo, sarebbe stato impossibile fare la carrellata di tutti i personaggi femminili interessanti nel mondo della letteratura, del cinema e delle serie tv. Abbiamo fatto pochi nomi e alcuni di questi ci sono entrati nel cuore.
Abbiamo nominato figure che si avvicinano alla realtà, alla bellezza e alla forza che le donne mostrano, senza nemmeno accorgersene, nella vita di tutti i giorni. La strada per la parità è ancora lunga da percorrere e questo non viene meno nel mondo del cinema e della tv.

patriciaRicordiamo ancora le parole di Patricia Arquette (strepitosa interprete di Boyhood, altro Oscar meritato di quest’anno), sul palco mentre riceveva il suo Oscar come attrice non protagonista, “Tutte le donne che hanno partorito, tutte le cittadine e le contribuenti di questa nazione: abbiamo combattuto per i diritti di tutti gli altri, adesso è ora di ottenere la parità di retribuzione una volta per tutte, e la parità di diritti per tutte le donne negli Stati Uniti”.

Noi ci permettiamo di aggiungere: vale anche per il resto del mondo.

Auguriamo una buona festa della donna a tutte le nostre lettrici.

Articolo redatto da Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia

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