50 Sfumature di Grigio: la recensione. #50sfumaturedigrigio

Nello show-biz vige una sola regola: bene o male, l’importante è che se ne parli. E di 50 Sfumature se ne parla tanto, da tanto: chi ha letto i libri e lo attendeva con ansia, chi ne ha parlato male a prescindere, chi si è scandalizzato al sol pensiero. Ma le chiacchiere servono a poco: Mister Grey ci apre la porta della sua personale stanza dei giochi! Entrate, a vostro rischio e pericolo..

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Come ho detto nei giorni precedenti, non ho voluto farmi fuorviare dalla cosiddetta opinione pubblica, e ho voluto constatare con mano – anzi con occhi – la qualità di questa pellicola. Ho letto il libro, anni addietro, e ammetto che non mi aveva soddisfatta più del necessario. L’ho trovato privo di una struttura resistente, al di là del sesso, che sostenesse l’intera storia.. Così è stato anche per il film, sebbene per certi versi l’abbia trovato quasi migliore del libro, almeno per l’esposizione dei fatti.

La storia la conosciamo: il bel tenebroso Christian GREY – maiuscolo, perché trovo tuttavia irrispettoso trovare scritto in giro ‘Gray’ – conosce la timida verginella Anastasia Steele, colei che dal primo ‘Salve’ rivoltole dal bel Christian era già tutta un gemito e aveva già fatto la scia di fluido tipo lumaca, tant’è che uscendo dall’ascensore è caduta di faccia.. E che solo sentendo il frustino sulla mano ha avuto 19 orgasmi multipli.. Bha!

Jamie Dornan ha reso al meglio questo personaggio controverso e con una storia molto forte e drammatica alle spalle.. E l’ha anche reso tremendamente sexy, più di quanto lo fosse il Christian dei libri. E pensare che al suo posto doveva esserci Charlie Hunnam! Indubbiamente sexy, indubbiamente hot anche lui, ma a questo Christian Grey mancava qualcosa di fondamentale: il fascino che solo un attore come Matt Bomer avrebbe saputo trasmettere. Eh sì, per me Christian Grey era lui fin dal principio.. Me lo vedevo già con lo sguardo da ‘appena ti prendo ti spolpo e con quel che ne ricavo ci faccio il surimi’ a pronunciare quel “Later, baby” al telefono. Va bé.. Dornan è comunque un bel vedere, niente da dire.. Forse la sua minima facciale era un po’ troppo forzata, ma magari era solo una mia impressione.

Diciamo che la grande delusione è stata Anastasia.. Certo, non ci aspettavamo di sicuro una maestra di stile, ma.. Li avete visti gli outfit da Nonna Concettina? Capisco che non sei miss popolarità, ma almeno un jeans e una maglietta carina comprateli e fatti dare una spuntata alla frangetta! Nemmeno Baby di Dirty Dancing era caduta così in basso, stilisticamente parlando.. A Enzo Miccio saranno ricresciuti i capelli per il trauma, se ha visto il film.

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Ma il punto cruciale del film era uno, e uno soltanto: come sarebbe stato trattato l’argomento ‘sesso estremo’? Bé.. E’ stato come doveva essere: poco più che accennato, comprensibile ma non esplicito.. Non troppo almeno, o tanto valeva farsi un giro su Youporn! Il corredo di mister Grey è stato ben rifornito, dettagliato, ma io mi sono posta alcune domande vedendo un po’ le reazioni di miss Steele. Ad esempio: Anastasia mia cara, tu sei vergine giusto? L’idea di un flagello sbattuto ripetutamente sul tuo corpo, tanto più che sei estranea a simili pratiche, dovrebbe almeno un po’ farti rabbrividire.. E allora, per quale strana ed oscura ragione lo guardavi come per dire: “Mettimelo ‘lì’ (E. L. James docet) e fammelo uscire ripetutamente dalle orecchie mentre mi flagelli”? Non è molto normale!

La fedeltà al libro, dunque, non è mancata: sono state saldamente mantenute tutte le peculiarità che caratterizzavano i personaggi.. Le domande che mi sono rimaste alla fine del film, tuttavia, sono le stesse che mi erano rimaste alla fine del libro.. Una su tutte: perché? Tralasciando l’opinione del tutto personale sul fatto che se un uomo venisse da me contratto alla mano e mi dicesse: “Se firmi questo io posso trombarti in tutti i modi in tutti i luoghi e in tutti i laghi, come voglio, se voglio, quando voglio, perché voglio, e in più decido anche come ti vesti, cosa mangi, cosa bevi, quando e dove ti depili” si ritroverebbe con un tacco 12 – che non porto – stampato in fronte perché non la prenderei molto bene.. Diciamo che l’immagine della donna non ne esce molto ‘pulita’ da tutto questo. Anastasia è un’adulta consenziente e lo capisco, ma è pur sempre una donna che si presta a pratiche che nemmeno conosce ma che sa potrebbero comprometterla fisicamente ed emotivamente per compiacere il primo stallone che le è passato davanti. E in cambio di cosa? “Nun me devi toccà, co’ te nun ce parlo, co’ te nun ce dormo.. Te trombo e basta”.. Falla un minimo più facile Christian, e che diamine! Ma ditemi voi, ragazze: noi siamo davvero così deficienti? In una relazione non dovrebbe esserci una giusta proporzione?

Sarò sincera: come film l’ho trovato deludente così come avevo trovato deludente il libro. Tutta l’attesa sviluppatasi intorno a questa pellicola è più da attribuirsi all’italico bigottismo che ci contraddistingue, o alla curiosità verso un mondo che alcuni di noi non conoscono, ma nemmeno per questa ragione è valsa la pena aspettare tanto e spendere i soldi del biglietto del cinema. Che poi io mi chiedo anche un’altra cosa: veramente lì fuori c’è qualcuna che vede in Christian Grey il suo uomo dei sogni? Un maniaco del controllo che durante un rapporto non ti permette nemmeno di fargli una carezza o che se gli chiedi qualcosa di lui ti risponde che non sono cose che ti riguardano?

E’ davvero ridicolo il modo in cui viene proiettata la figura della donna in tutto questo: consenso o no, con tutto il rispetto per il mondo della sottomissione che assolutamente non conosco e quindi non mi permetto di entrare nei dettagli, stiamo pur sempre parlando di una donna che non va scoprendo la sua sessualità, ma va cercando il fondo del barile e lo raschia come se non ci fosse un domani. Perché quando si accetta in tutto e per tutto una simile forma di rapporto di coppia col solo intento di riuscire a cambiare l’altra parte in causa e sperare che prima o poi lui capisca che esistono altri modi diversi dalla dominazione per stare con una donna è equivalente a perdonare sempre un uomo che prende a botte la propria compagna augurandosi che prima o poi capisca di sbagliare e la smetta. E sia chiaro: questo non lo dico per disprezzo verso chi fa di queste pratiche uno stile di vita o chi compie scelte che lo conducono a questi rapporti, ma lo dico con tutto il (tanto) disprezzo che posso nutrire nei confronti di una donna che pur di ‘tenersi il maschio’ scende a compromessi con sé stessa.

Che poi.. Chiedo scusa per la poca finezza, ma visto che siamo in tema mi sembra giusto anche andare oltre al finto perbenismo.. Ci rendiamo conto che molte di quelle donne che “Oh, Dio.. Che uomo Christian Grey!” sono quelle che se un uomo, durante l’amplesso, prova anche solo a tirar loro i capelli o a dar loro una sculacciata, gli danno del pervertito? Coerenza, signore mie.. Coerenza. La stessa coerenza che avrei voluto dalla scrittrice del romanzo quando descriveva scene di sottomissione ma finiva col definire le parti intime femminili con un semplice ‘lì’.

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