#AgentCarter – The Blitzkrieg Button (S01E04)

La situazione, già complicata, in cui si trova Peggy viene ulteriormente incasinata dall’improvviso ritorno di Howard il quale le chiede un favore. Il direttore Dooley invece vola in Europa e quanto scopre potrebbe rovinare Peggy.

Agent Carter

Se l’ultima puntata è stata un po’, come dire… “MEH”, questa volta siamo andati meglio, per vari motivi.

Tutta la puntata, in un modo o nell’altro, è incentrata non tanto su Peggy, quanto piuttosto su Howard ed i suoi segreti. Diciamo pure che con più Howard Stark gli ascolti sarebbe sicuramente migliori (ma torneremo su questo).

Si inizia con il recupero dell’industriale, tenuto ostaggio e per cui Jarvis paga un riscatto. La sua liberazione (ad un oprezzo inferiore a quanto deciso) non fa ovviamente piacere a chi lo voleva tenere, il signor Mink, decide di prendere in mano la questione dopo aver messo al loro posto i suoi sottoposti.

Agent Carter - S01E04 (3)

Il motivo del ritorno di Howard è semplice. Si tratta di capire quali armi ha recuperato l’SSR e cosa possono fare. Nascostosi nell’appertamento di Peggy (non senza… qualche svago con le altre inquiline dello stabile), fornisce all’agente una spy pen con cui dovrà fare le riprese all’ SSR.

Scopre così che l’agenzia è in possesso del Blitzkrieg Button, un dispositivo che aveva creato per aiutare gli inglesi durante i bombardamenti nazisti: una volta azionato il congegno, si sarebbe provocato un blackout generale.

Piccola controindicazione: non è mai riuscito a ripristinare la corrente dopo l’attivazione del dispositivo. Venisse azionato a New Tork salterebbe l’intere rete elettica della Tri State Area.

Peggy dovrà quindi recuperalo vista la pericolosità (mettendosi così ulteriormente a rischio), ma la ragazza ha dei sospetti sul vero uso del congegno: e non si sbaglia visto che all’interno di quella sfera infatti è contenuta una fiala di sangue che come le rivelerà Howard è quello di Rogers.

La sfuriata di Penny è colossale, tanto che Howard finisce con un occhio nero.

Agent Carter - S01E04

Intanto il direttore Dooley ha rintracciato un nazista che era presente alla battaglia di Finow, quella in cui sarebbero morti gli aggressori visti ad inizio serie. Con la promessa di un aiuto a fuggire all’esecuizione che lo attende (dandogli del cianuro in modo da evitargli l’impeccagione) ottiene alcune informzioni utili.

A Finow non cìè stata alcuna battaglia, quando i tedeschi arrivarono lì trovarono solo cadaveri impilati e smembrati, nessuno da parte loro: e lo dice uno che ha ucciso uomini, donne e bambini. Uscendo dall’incontro, Dooley offre una mentina (che aveva fatto credere essere cianuro al nasita.) ad una delle guardie.

A New York invece, Sousa scopre un testimone (un senzatetto, reduce di guerra) che potrebbe essere utilie per scoprire chi allertò l’SSR per trovare le attrezzature di Stark: dopo un interrogatorio molto ribolato, dirà di aver visto una donna (ma non è la bionda che gli mostrano, dicendo che era una mora) ed un uomo. Preso dall’illuminazione, Sousa prenderà la foto in questione e con la matita scurisce i capelli della donna: Peggy sta per essere scoperta?

Tornato alla sede, Dooley fa il punto dell situazionec ol suo braccio destro, il quale gli dice che dopo la battaglia di Finow atterrò un aereo in quella zona: tra i nomi delle lista passeggeri, quello di Howard. “Siamo nel mezzo di una cospirazione”.

Più tardi la sua attenzione verrà attira dalla macchina da scrivere che inizia a scrivere da sola, collegta alla trasmittente sequestrata in precedenza.

Agent Carter - S01E04 (1)

Non è tutto ovviamente. Il signor Mink ha rintracciato Peggy e vuole chiudere i conti con lei. Per farlo prova a conseganrle di persona dei fuori, ma la direttrice dello staile lo blocca, così decide di usare l’impianto di areazione. Al momento di bussare alla porta di Peggy viene scoperto da Dottie che viene invitata a tornare in camera, dopo avergli puntato in faccia una pistola.

La ragazza dell’Iowa dice che vuole quella pistola automatica… e la ottiene, uccidendolo.

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COMMENTO

Prima cosa da dire: è sempre bello vedere Stan Lee, l’uomo ovunque delle produzioni Marvel. Ovunque lo mettono, non è mai fuori posto.

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L’avevo scritto la scorsa volta, e questa settimana ho avuto la conferma: Dottie nasconde qualcosa. E quel qualcosa è che è la Vedova Nera, l’altra però: Yelena Belova. Come faccio a dire che sia la Vedova Nera? Il modo con cui ha attacco Mink è molto simile a coem si mosse la Romanoff in Iron Man 2, inclusa la posa finale.

Agent Carter - S01E04 (2)

Due parole sulla Belova: ha avuto lo stesso identico addestramento di Natasha Romanoff, ciò l’ha resa una spia dello stesso livello; è formidabile nel corpo a corpo e nell’uso delle armi da fuoco, oltre ad essere una ginnasta di livello olimpionico.

Yelena Belova

La puntata nel complesso è stata molto buona, ma gli ascolti non stanno premiando la miniserie (siamo già a metà percorso) che ha perso un terzo degli spettatori dal premiere. Il motivo? Beh è secondo me un mix di vari fattori, essenzialmente legati al pubblico americano (che è essenzialmente capra).

  1. Il politicamente corretto: Probabilmente si aspettano di vedere una donna, negli anni 50 comportarsi come oggi ed essere trattata alla pari. Poveri idioti.
  2. L’accento di Peggy: l’accento inglese è probabilmente incomprensibile per molti americani, che anche per questo tendono a fare remake di serie UK. E poi gli americani hanno problemi a vedere degli stranieri nel ruolo di buoni…
  3. Aspettative errate: probabilmente si aspettavano che prendesse inizio dal One Shot dedicatole. O addirittura una serie completa da 13 puntate, magari pià legata a Agents Of S.H.I.E.L.D.

Ora, la situazione si fa comunque interessante, perchè Peggy ha il sangue di Steve da cui si può otternere qualunque cosa, incluso replicara il siero. Come sappiamo però i vari tentativi non sono mai andati a buon fine (vedi alla voce Abominio). Al tempo stesso si trova accanto una assassina provetta come Dottie/Yelena e sappiamo che il progetto Leviathan (fimettisticamente parlando) è legato all’Unione Sovietica.

La butto lì… e se l’HYDRA si fosse infiltrata anche tra i russi?

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