Thoughts In The Attic – Volume 1.2

Dover scrivere di un anno che si conclude, non è mai facile perché guardare il passato, anche se recente, non lo è mai. Più facile forse avere speranze verso quello che verrà che riflettere su ciò che è stato: poco cambia che si tratta si storia, intrattenimento, o vita quotidiana.

Per noi di TV And Comics sono stati mesi di soddisfazioni a ben guardare, l’unico momento di rivedere è stata sicuramente l’estate: l’esperienza però serve anche a questo, no?

Sotto l’aspetto della serialità, il 2014 ci ha offerto le solite decisioni che fanno mugugnare. Decisioni su cui noi spettatori italiani non possiamo fare nulla perché:

  1. Le serie in contemporanea con gli USA (salve eccezioni rarissime) le vediamo ILLEGALMENTE. Lamentarsi perché cancellano una serie senza pensare a noi è da turborincoglioniti;
  2. Proprio perché le guardiamo illegalmente, non influiamo sugli ascolti: di conseguenza sulla pubblicità che viene trasmessa e quindi sui soldi che vengono incassati dalla rete;

Questo senza considerare quali possono essere i motivi di una cancellazione di una serie (o di un programma). Quello che tanti dimenticano è che si tratta di un prodotto da vendere e con cui fare soldi. Strano concetto questo, evidentemente.

Gli elementi che vengono presi in considerazione sono dalle reti sono (in ordine sparso ed incompleto): ascolti, vendita dei diritti all’estero e su altre piattaforme, vendita degli spazi pubblicitari, merchandise, critica, tipo di programma, periodo di messa in onda, target del pubblico…

Quest’ultimo è il fattore sicuramente meno considerato. Escludendo i canali tematici (tipo, per gli USA, ESPN che è un canale sportivo), le reti tenderanno ad offrire una programmazione più varia possibile quanto a generi: questo per attirare nuovo e vario pubblico.

Join The Dark Side

Di conseguenza, su 10 serie, difficilmente tutte e 10 saranno dello stesso tipo: possono cambiare le percentuali, ma si cercherà sempre di avere sit-com, legal drama, commedia sentimentale, azione, mistero, etc etc.

E come cambiano le percentuali? In base al target della rete. Un canale come The CW, ha una connotazione ben precisa, ha una programmazione più teen oriented degli altri, e le serie nel prime time lo dimostrano ampiamente. Punti al pubblico teen? Allora svilupperai un certo tipo di storie nei programmi di punta (o che ambiscono ad essere tali). Punti ad un pubblico più adulto e maschile? Azione. Alle famiglie? Comedy e Sit-Com.

Ed ovviamente non puoi tenere invariato il palinsesto da un anno all’altro, non puoi riproporre le stesse cose anno dopo anno. Per questo a maggio, iniziano i drammi, se non sono già iniziati nella prima parte di stagione.Solo per quest’anno, ecco le cancellazioni già effettive, per vari motivi (ascolti, stop alla produzione ed escludendo le serie che sono giunte allo loro conclusione naturale (limitandomi ai grossi network).

  1. Selfie (ABC): Cancellato il 7/11;
  2. Manhattan Love Story (ABC): Cancellato il 24/10;
  3. The Millers (CBS): Cancellato il 24/11;
  4. A To Z (NBC): Cancellato il 31/10;
  5. Bad Judge (NBC): Cancellato il 31/10;
  6. Red Band Society (FOX): Cancellato il 26/11;
  7. Mulaney (FOX): Cancellato il 18/10;
  8. Gracepoint (FOX): Cancellato il 15/12;

Di queste serie, posso parlare solo di quelle di cui ho visto almeno il pilot, sarebbe da ipocrita criticare qualcosa che non conosco.

  • Selfie: è una serie carina, ma che non avrebbe avuto una grande sviluppo. La storia era molto limitante, però si lasciava guardare. Mancava però di qualcosa che le facess fare il salto qualitativo.
  • A To Z: Visto solo il pilot, insipido. Un tentativo di prendere i nostalgici di How I Met Your Mother, fallito col botto. Come per Selfie, storia molto limitante. E per di più, parere personale, senza Karen.
  • Bad Judge: Visto 2 puntate. Ho invocato pietà. Fatta coi piedi, delle scimmie urlatrici drogate avrebbero fatto di meglio.

Red Band Society è un caso particolare visto che è il remake americano di un remake italiano di una serie spagnola. In Italia la serie è andata bene, negli USA ha floppato così come Gracepoint (rifacimento di Broadchurch), confermando il mio pensiero all’annuncio della sua produzione: ci sono remake che non si devono fare (e tendenzialmente eviterei proprio di farli).

Tennant Crying

Per Mulaney mi affido a chi lo ha visto e me lo descrive come un rip-off di Seinfeld. Quindi, direi, un tentativo per recuperare quel tipo di pubblico (discorso simile a A To Z quindi).

Le serie hanno successo perchè nascono in un posto ed hanno un pubblico preciso: il teenager americano non è il teenager italiano o inglese). Il fatto che gli americani debbano riproporre serie di altri Paesi dovrebbe far riflettere, vista l’ambia casistica negli ultimi anni, ma conto di tornarci su questo.

La vita di una serie TV è solitamente la seguente.

  • Viene proposta un’idea;
  • Se giudicata interessante viene comissionata una sceneggiatura;
  • Valutata la sceneggiatura, si decide se girare la puntata pilota o meno;
  • Viene giudicata la puntata pilota;
  • Se passa, con le possibili note sui cambiamenti da apportare (casting, tono, set…), viene commissionata la stagione (13 puntate)
  • Se vanno bene le prime puntate (grossomodo) si ordinano altri 9 episodi (che spesso vuol dire seconda stagione);
  • Si decide se rinnovare o meno.

E in questi ultimi passaggi succedono i drammi, perchè possono mancare i finali, la serie resta in sospeso. Sono rischi che si prendono (sbagliando) gli sceneggaiatori e le reti: un tentativo di alzare ascolti e creare un po’ di movimento tra i fan della serie sperando che quasto convinca chi stacca gli assegni a continuare.

Come sappiamo, ci sono serie che vengono soprresse velocemente (anche dopo due episodi), serie che non sopravvivo a 13 episodi ed altri che ottenuto il prolungamento… muoiono, come The Tomorrow People. Allo stesso modo, ci sono serie che si fermano a 13 puntate e vengono rinnovate (come quest’anno potrebbe capitare a Constantine).

Quindi? Quindi se volete discutere di cancellazioni, fatelo con l’ottica giusta. Se invece volete farlo da fan, quel tipo di fan per cui le cose devono e possono andare solo in un modo, beh…siete la morte stessa delle serie tv.

Crazy Fandom

L’ideale, secondo me, come modello per una serie tv è fare stagioni da 13 episodi (24 se da 30 minuti), stagioni che permettano di avere una storia completa raccontata senza avere così noiosi filler (quelli che, ad esempio, hanno ucciso The Tomorrow People). Basta preparare 2 finali: la rete poi deciderà (a seconda se rinnoverà o meno) quale mandare in onda.

Ovvio, poi ci sono serie che sono delle corazzate e danno garanzie (NCIS, ad esempio) per cui produrre 24 episodi è più che giustificato, ma fino a quando una serie non diventa una corazzata…

Il tutto ovviamente se le reti non decidono di intromettersi e/o gli sceneggiatori si mettono in testa di accontentare i fan (Fringe, anyone?), ovvero quei fan che sono la morte stessa delle serie TV di cui sopra.

Quando in primavera verranno annunciate le cancellazioni ed i rinnovi, prevedo scene isteriche e suicidi di massa. Il solito insomma.

Tra le notizie più interessanti di questo anno, c’è stato indubbiamente il caso dell’hackeraggio alla Sony. Quante risate…

J-Jonah-Jameson-laughing

In tutta onestà, se il film The Interview fosse uscito o meno, non me ne poteva fregare di meno e non credo di essere l’unico. Tutto il casino ha fatto pubblicità al film, ed i cinema hanno fatto una pessima figura nel rifiutare la diffusione dela pellicola. Ora il film passa per essere qualcosa di patriottico e va ben oltre i propri meriti (le recensioni non sono buonissime).

Tutto archiviabile come “usiamo il patriottismo dei caproni per farci qualche soldo”: vi immaginate se fosse stato distribuito dalla maggiori catene di cinema floppando? Non sto dicendo che sia una cosa studiata a tavolino, però se l’intendo era un boicattaggio…ha aottenuto l’effetto contrario.

Le cose più interessanti sono però le mail emerse, con le varie critiche a personaggi pubblici, come Obama, per cui in molti sono dovuti scusare pubblicamente. Ed è emerso come la Sony sia gestita da una manica di idioti, ed in parte sono loro stessi ad ammetterlo quando dichiarno di non essere in grado di avere un franchise che faccia fare soldi pur avendo Spiderman.

Proprio la questione Spiderman è risultata essere la più succulenta perchè ha fatto emergere i contatti con i Marvel Studios per l’uso del personaggio, di cui si voceferava da tempo.

L’accordo sarebbe quello di una collaborazione nella scrittura e nella produzione dei prossimi film (inclusi gli spin off) da parte delal casa madre con in cambio la possibilità di usare Spiderman nei prossim film Marvel: si parla di un possibile cameo in Captain America 3, ma c’è chi arriva a dire di una possibile scena per Age Of Ultron (molto difficile).

A portare Peter Parker nel MCU non sarà però Andrew Garfield, che la Sony avrebbe licenziato per le critiche espresse in merito a The Amazing Spiderman 2, massacrato dai tagli in fase finale: a giudicare dalle scene tagliate presenti nell’home video, non posso dargli torto. Bene, licenziato Garfield, si aprirebbero le porte per un altro reboot, o semi reboot, con Logan Lerman come nuovo arrampicamuri.

SpiderLogan

Insomma, l’ulteriore dimostrazione di una dirigenza scarsa. Avere dei rebot a pochi anni di distanza l’uno dall’altro è indice di incapacità di programmazione e di lavoreare coi piedi. Non ci sono scusanti, e per di più ammazzano il prodotto.

E poi diciamolo pure, il fatto che la Sony abbia i diritti del solo Spiderverse la rende già una sfigata, perchè non permette molti sviluppi (anzi non ne permette proprio, a meno di non creare mondi alternativi come nel fumetto…).

SpiderVerse

Torniamo alle serie tv, con alcuni giudizi su quanto visto (e sottolineo VISTO), sino ad ora.

Tra le novità dell’anno, Gotham è quella che mi ha sopreso maggiormente (sarà anche che non le davo mezzo centesimo). Ora vediamo quanto ci sta la FOX a mandare tutto a cene galanti in quel di Arcore. Discreta la stagione di Constantine, una serie che era partita molto male, con almeno due versioni di pilot ed un recasting in corso d’opera mentre per restare in casa DC, The Flash ha sbancato.

Piacevole sorpresa è stata Forever, sulla quale ho solo un dubbio. Quanto possono tirare avanti la storia? Non molto secondo me. Stessa rete, altra serie. Una SitCom che ho scoperto per caso è Cristela, e devo dire che è molto carina: se non l’avete vista rimediate alla svelta. Un’altra sorpresa è stata per me The Librarians: leggerezza, azione, divertimento. Un bel mix che se non viene rinnovato è un reato.

Tra le confermate, buona seconda stagione per ora di Agents Of S.H.I.E.L.D. con l’inserimento nel MCU degli Inumani. Conderando che avranno un film tutto loro tra pochi anni, è un bell’azzardo. Restiamo all’ABC con Once Upon A Time, che ha dedicato la prima parte a sfruttate l’onda lunga (e gelida) di Frozen. Missione riuscita discretamente bene, con un buon casting per le due di Arendelle (più il bonus, anzi i bonus, della Snow Queen): vediamo come l’alleanza del male ora prenderà la scena.

Maleficent, Cruelle, Ursula

Passando alla CBS, promossa The Big Bang Theory (con alcune puntate molto divertenti), mentre Elementary sembra aver saltato la squalo, come ho già detto più volte.

Arrow ci ha lasciato con un Mid Season Finale ad alto rischio e che non mi convince a pieno per il futuro della serie, ma staremo a vedere, tanto manca poco. The 100 lo vedo un po’ a rischio per una terza stagione, ma ha avuto una buona prima parte con alcune tematiche interessanti e scelte coraggiose.

Passando alla NBC, Grimm mi ha sorpreso. Nel mio pessimismo, vedevo male l’idea con cui si è conclusa la scorsa stagione. Lode agli autori ed anche alla Toboni per come è stato portato avanti il persoanggio di Trubel.

Trubel

Infine, la BBC. Doctor Who ha avuto una stagione non eccellente dove si è sbagliato a puntare forte su Clara ma che ha avuto degli alti in alcune puntate (su tutte, Listen). Lo special natalizio, nel suo essere caotico (e citazionista al massimo) ci ha dato la speranza di poter vedere una Clara più limitata e meno invadente ed invasiva.

Atlantis invece è sospesa a metà, letteramente. Questa prima metà di seconda stagione è stata abbastanza buona, e lascia con la voglia di vedere la seconda parte al più presto.

      JasonArianna

Beh e con questo, il mio discorso/sproloquio/delirio di fine/inizio anno giunge al termine. Buon 2015.

3 pensieri su “Thoughts In The Attic – Volume 1.2

  1. Interessante articolo, che mi trova d’accordo su quasi tutto. Sai come la penso su certi fandom che sono sul serio la rovina delle serie. E concordo con te con la stupidità di chi lacrima pensando che gli sponsor tengano conto di chi vede la serie illegamente. Bello poi il discorso sulla Sony: sono stati davvero dei furbastri a marciarci alla grande. E nel contempo degli idioti su Spiderman e non solo. Tra l’altro Garfield è uno dei giovani attori più bravi e carismatici in circolazione. Mandarlo via per un nuovo reboot è da idioti, ribadisco. A proposito di nuove serie domenica conto di scrivere l’articolo che ti ho promesso😉

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    • Gli ultimi 2 sfilm di spiderman, anzi Spiderciuffo, non sono stati male in assoluto (io li preferisco alla prima trilogia, ma vabbeh…lì c’è anche il terzo capitolo che affossa per ammission dello stesso Raimi).Alla sony sono stati fortunati a riuscire a girare la cosa un po’ a loro favore per lo meno a incassi, poi la sputtanta è talmente grande che vabbeh… per dire, scrivere (ok scherzando…vabbeh) di parlare con Obama di film che parlano di razzismo… ma bisogna essere idioti dai… poi tra l’altro son spariti svariati TERABITE di dati. non giga, TERA… ed ora son in dificolatà a trattare con gli attori per i compensi…
      per il pezzo tranquilla, quando è pronto dimmi🙂

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  2. Buon 2015 anche a te Manuel.
    E tanta sopportazione per le scimmie urlatrici che ti assilleranno nel 2015 XDD

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