#AmericanHorrorStory #FreakShow – Orphans (S4E10)

Di solito, se posso, scrivo le mie recensioni ‘a caldo’, perché così facendo, anche se a volte possono essere esasperate, sono sicura di scrivere le mie reazioni per quelle che sono davvero.. Di scrivere ‘da fan’ e non soltanto da writer.. Questa settimana non ce l’ho fatta. Ho avuto bisogno di un attimo di respiro, di qualche istante di riflessione.. E di una sciacquata al viso con acqua fredda per cancellare la traccia delle lacrime versate durante questo episodio.

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Prima di ogni cosa, credo sia un atto dovuto quello di rivolgere un plauso particolare a Naomi Grossman: un’interpretazione magistrale la sua, dolce e straziante, carica d’amore e di quella purezza che tante volte è stata nominata nel corso dell’episodio.. Il personaggio di Pepper sembrava essere uno di quelli destinati a rimanere nelle seconde file, a strappare un mezzo sorriso quando capitava che venisse inquadrato ma nulla di più. Invece, in questo episodio è uscita tutta l’essenza non solo di questo personaggio, ma dell’essere un freak, per non parlare di come sia emersa la differenza abissale tra chi è mostro fuori e chi lo è dentro.

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Chi l’avrebbe mai detto? Tralasciando il fatto che io credevo che Salty e Pepper fossero una coppia di fratelli e non coppia coppia.. Essendo stati ‘macchiette’ fino a questo episodio, era difficile capirlo o porsi anche solo il quesito di quale fosse la vera natura del loro rapporto.. Ed è emerso un quadro molto tenero, un amore quasi infantile, frammenti di tenerezza e di una purezza che è sempre più raro trovare, negli show televisivi come nella vita reale.

Sorprendentemente, è emerso anche un lato umano di Elsa che credevamo perduto se non del tutto inesistente: un lato di lei realmente materno nei confronti di Pepper, i suoi trascorsi con lei e le sue lacrime al momento di dirle addio erano tutt’altro che confutabili. Certo che la storia di Pepper è stata davvero triste, la poveretta è stata sbeffeggiata dalla sorte in qualunque modo possibile.. Mi ha causato tanta tristezza dentro, perché purtroppo ancora oggi, in un contesto reale, le cose vanno esattamente così.

Dunque, è avvenuto l’attesissimo crossover con Asylum. Una gioia per gli occhi, in questo scempio, rivedere una figura come quella di suor Mary Eunice.. Una vera boccata d’aria stantia – visto il contesto, credo sia più giusto definirla ironicamente così – che ci riporta con la mente agli antichi fasti di questa serie, che va via via sempre più perdendosi in sé stessa. Ciò che purtroppo non si perde è il cialtrone di Stanley (non ho memorizzato il suo nome, l’ho cercato su Wikipedia), che in questo episodio ha colpito ancora. Due volte. Ammetto che non mi ha impressionata più del dovuto vederlo decapitare il cadavere di Salty con un’ascia, ritengo che un minimo spargimento di sangue qui e là sia necessario in questa serie.. Mi ha impressionata molto di più vedere le mani di Jimmy fluttuare nella formaldeide.. Questo è stato davvero agghiacciante.

Viene tuttavia da pensare che il ‘caro’ uomo-anaconda Stanley abbia le ore contate: come speravo – ed ipotizzavo – fin dal principio, Maggie si sta redimendo e ha vuotato il sacco con Desirè.. dunque sono dell’idea che la resa dei conti sia ormai prossima, e la scure della rappresaglia si abbatterà su di lui proprio guidata dalla sua socia in affari, a maggior ragione ora che ha amputato le mani a Jimmy.

Sebbene questo episodio sia stato – a parer mio – molto bello (a patto che esso venga decontestualizzato), direi che proprio non ci siamo. Mi sono emozionata, mi sono commossa, anzi.. Ho proprio pianto fiumi di lacrime dal principio alla fine.. Ma proprio per questo motivo mi sento di dire che non siamo più sui binari, ma ampiamente fuori da essi. Una serie come American Horror Story non ha il compito di emozionare e di commuovere, e se ce l’ha è solamente marginale.. E se lo fa, il segnale è chiaro: c’è qualcosa di profondamente sbagliato in questa serie. Nello specifico, questa stagione ha regalato molti momenti come questo.. Con Twisty ad esempio, annunciato come la vera grande ‘bestia nera’ della stagione ma finito con l’essere, nell’immaginario collettivo, il poveretto vittima soltanto di una sorte avversa. Credo che il messaggio di fondo sia più che positivo, ma che non sia molto pertinente al contesto.. Da un contesto come American Horror Story ci si aspetta molto altro, ci si aspettano situazioni ed emozioni più al negativo.. I ‘messaggi sociali’ alla: “Anche chi non ha un aspetto convenzionale è in grado di grandi sentimenti” credo non siano adatti a AHS.

3 pensieri su “#AmericanHorrorStory #FreakShow – Orphans (S4E10)

  1. Bella recensione! Concordo alla perfezione: bella stagione, ma ciò che è cominciato in puro stile horror con Twisty è via via finito per esserlo sempre meno.
    Quella che per me era la stagione più bella sta diventando pian piano sempre più noiosa…e non perché la storia non sia accattivante, ma perché è sempre più “soap”.

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    • Ciao Pipkin
      Il punto è che Twisty doveva essere la grande minaccia per i freaks, ma alla fine non solo si è rivelato una bufala ma addirittura il povero tapino della situazione. La trama base è buona, anzi ottima.. Ma è stata gestita molto male e quella che era l’idea principale è via via diventata secondaria, triste scenario all’ascesa di Dandy e di Stanley

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