#The100 – Many happy returns (S2E04)

Per la prima volta dal debutto di questa serie, mi sono annoiata per 2/3 della visione dell’episodio. Ma quel restante terzo mi è piaciuto tantissimo!
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Partirò subito da quello che non mi è piaciuto: tutto ciò che è ruotato intorno a Finn e Finn stesso. Sembra la peggior versione del Murphy della passata stagione, è in preda ad una sorta di fanatismo convulso che rischia di trascinare tutti nel baratro.. Metaforicamente parlando e non. Se fosse stato meno idiota e un attimino più concreto, non avrebbero perso un amico. Quello che più mi rode è vedere Bellamy sottostare a tutto quello che decide Finn.. Perché? Perché uno come Bellamy si è rammollito così tanto da abbassare la testa davanti a Finn? Ridatemi il Bellamy della passata stagione, quello che non abbassava la testa nemmeno davanti a un grounder che minacciava di tranciargliela via di netto!

Sono la sola che ha trovato la reunion tra Bellamy e Octavia un po’ fan service? O forse sarebbe più adeguato dire ‘production service’.. Vi ho parlato più volte delle distinzioni tra characters forti e characters deboli: i primi sanno andare avanti bene anche negli stand-alone, non hanno bisogno di figure forti a reggere la scena perché possono farlo benissimo da soli; i secondi, invece, l’esatto contrario. Octavia, naturalmente, appartiene ai characters strutturalmente deboli: sfruttata la pista Lincoln, sfruttata la pista grounders, non sapevano più che farsene e l’hanno fatta ricongiungere a Bellamy pur di non farla finire chissà dove a fare chissà che.

La parte dedicata a Jaha invece mi ha colpita positivamente. Ancora una volta Theolonius si dimostra uomo di grande spessore e grande dignità, umano più di quanto necessario per andare avanti bene.. Escludo che abbia fatto quella che chiameremmo ‘una brutta fine’, o non avrebbe avuto senso farlo arrivare fin sulla Terra dopo mille peripezie di vario genere.. E poi lui è un po’ come un’araba fenice: risorge sempre dalle sue ceneri. Le dinamiche sviluppatesi tra lui e il bambino col volto sfigurato dalle radiazioni mi sono piaciute moltissimo, e questo ha permesso di scoprire come le cose siano cambiate e siano diventate più complicate e ‘crudeli’ dopo la guerra nucleare che ha quasi estinto il genere umano.

Un’altra parte che mi è sufficientemente piaciuta è stata quella riguardante Raven: finalmente la principessa è scesa dal pisello – in tutti i sensi – e torna a guardare in faccia alla realtà: adesso non ha più la compassione e i sensi di colpa di Finn a farle scudo da tutto ciò che la circonda, ora è lei da sola e fuori c’è un mondo che non si è fermato ad aspettarla.. E forse ha finalmente capito che la sua sussistenza non è un cerchio ristretto e definito dalla presenza di Finn.. O almeno è quanto mi voglio augurare.

L’accoppiata Clarke e Anya è durata anche troppo, tra una cosa e l’altra.. Se è vero che due galli sono troppi in un pollaio, lo è altrettanto che due characters così forti nella medesima scena hanno soltanto due opzioni: allearsi e fare faville, o annientarsi l’un l’altro. Ed è esattamente così che è andata: hanno dato vita a delle dinamiche abbastanza lente, noiose e quasi prevedibili – il catfight me l’aspettavo già da un po’, già dalla scorsa puntata a dire il vero – rendendo i loro segmenti qualcosa di poco piacevole da vedersi. Il finale ha praticamente vanificato ogni cosa: la fuga da Mounth Weather, la collaborazione fine a sé stessa e ogni altra cosa.. Tanto valeva che Anya rimanesse là a fare da flebo per gli abitanti di Mounth Weather, almeno si risparmiava tante cose come la convivenza forzata con Clarke.

Un po’ mi dispiace per la fine di Anya.. Poco poco eh, non illudetevi.. Ma era il giusto contrappeso alla figura della tutt’altro che remissiva Clarke e, finché stavano distanti, erano in grado di dare davvero spettacolo.. Purtroppo tutto questo è andato affievolendosi fino a scomparire, poiché per come l’ho vista io i segmenti Clarke/Anya volevano essere la contrapposizione ‘in rosa’ ai segmenti Bellamy/Finn.. Ragion per cui possiamo farci un solo e semplice augurio: che Bellamy faccia come la sua – e la nostra – principessa e finisca per ribellarsi e riprendere le redini del gioco!

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