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Abbiamo concluso la prima stagione di Beauty and the Beast nel modo più brutto che si potesse immaginare: Vincent è stato catturato e portato chissà dove da un uomo che si è dichiarato padre di Cat, e quest’ultima che salva Gabe. La storia riprende tre mesi dopo, con la detective Chandler ancora turbata dalla sparizione di Vincent e decisa a tutto pur di ritrovarlo, incluso dare il tormento al povero J,T. già preoccupato di suo alle cinque del mattino.
Scena abbastanza toccante e densa di pathos, soprattutto quando Cat ammette di amare Vincent e che non le importa se per altri non ha senso.. Peccato che l’espressività da comodino con l’anta sfondata di Kristin Kreuk vanifichi anche le belle parole.

E per la serie “nella vita non si sa mai come possano andare le cose”, Cat ha bisogno anche del nemico per trovare Vincent: quel nemico, ovviamente, è Gabe, bestia redenta che ora lavora come onesto cittadino per il Dipartimento di Polizia. E’ proprio a lui che arriva il fotogramma catturato da J.T. durante la spasmodica ricerca di Vincent. Ma Cat se ne frega bellamente di tutto, inclusa la sua collaborazione, e da perfetta eroina (in senso buono.. Nel senso meno buono, se lei fosse eroina consiglierei anche al mio peggior nemico un cambio di pusher), decide di portarsi sul posto da sola.

Ma se pensavate che nella serie non potesse esserci nessuno peggio di Cat (e ammetto che lo pensavo e continuo a pensarlo.. Ho una repulsione istintiva e ben radicata a qualsiasi personaggio di Kristin Kreuk, ha turbato la mia tarda adolescenza con la sua personale versione di LAGNA Lang e non mi è mai passata), tocca ricredersi: basta sentire la sua sorellastra, Heather, starnazzarle contro al telefono perché non si fa vedere o sentire. Dalle tregua, figlia.. Ha altri cazzi per la testa, lasciala fare, non ti ci mettere pure tu a rompere!

Ma torniamo al salvataggio di Vincent, o di quello che gli assomiglia. Ve lo dico onestamente: gli effetti in stile Matrix usati nella serie mi piacciono poco.. Staranno anche bene sul trench di Neo, ma in questo contesto mi sanno di esasperazione di un qualcosa che prima finisce e meglio è. Comunque: Cat arriva sul posto, preceduta dal responsabile del progetto Muirfield, Li Zhao, con la passione per i completi da boss stile Yakuza e i sigari grandi quanto pali della luce. Botte, proiettili, Vincent che si trasforma, classica carneficina e infine J.T. spalleggiato da Gabe che spara un tranquillante dritto nella chiappa di Vincent appena prima che si scagli su Cat. Ma.. Hey, fermi tutti. Stavate anche voi pensando che non c’è giustizia nel mondo? Redimetevi, mie piccole pecorelle smarrite: c’è giustizia. Infatti, quando Cat avvicina Vincent con tre dardi tranquillanti addosso e gli tira giù tutta la manfrina del “sei al sicuro, sei con noi, non ho mai smesso di cercarti”, il nostro cittadino onorario di Gnoccolandia la fredda sul posto con un bel “E tu chi sei?”. BEST MOMENT EVAH, alla Klaus. E poi il buon Vincent, come se si fosse finalmente scaricato il peso del mondo dalle spalle con quella versione garbata di “Ma chi te s’è mai inculato?”, crolla a terra addormentato.
Non t’è bastata la prima Cat? Fatti bastare la seconda: nemmeno una bella dormita chimica l’ha illuminato, e Cat incassa il secondo “Mi dispiace, non so chi sei”, e giusto per buttarci su il carico offende J.T. scambiandolo per il marito di Cat. Vincent, tu hai vinto.

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Chi ci resta peggio in tutto questo è J.T. ovviamente: dieci anni di amicizia fraterna, di protezione e copertura svaniti così nel nulla, chissà dove e chissà perché, e manifesta il suo dispiacere (perché di dispiacere nudo e crudo si tratta, e lo si vede benissimo) sbattendo in faccia a Vincent una foto scattata undici anni prima.

J.T. è il personaggio che più preferisco nella serie, con quell’aria eternamente catastrofista che lo contraddistingue, ma capace di strappare un sorriso anche quando intorno è il buio più totale.. Come quando spiega a Vincent che vivono insieme, e sotto al suo sguardo preoccupato si affretta a precisare che dividono casa da amici.

Vincent però è attualmente programmato per altro: non per dar retta ai piagnistei della per lui sconosciuta Cat, o per i tentativi di sollecitargli la memoria per farlo tornare in sé. Okay, facciamo così: immaginate il cervello di Vincent come se fosse un computer.. Un tizio delle alte sfere ha praticamente ‘formattato’ il cervello di Vincent mettendogli in testa un solo obiettivo: far fuori Li Zhao, diventato ormai un ‘collaboratore scomodo’ per i piani alti.

J.T. e Cat non demordono, e mentre lei lo pedina per mezza città, lui scopre che Vincent ha subito una piccola ma comunque rilevante modifica nel DNA, che gli permette di amplificare i suoi sensi, e utilizza questa argomentazione per spiegare a Cat come Vincent si stia muovendo per rintracciare Zhao. E da perfetto predatore quale è, ovviamente, lo scova. Sfortuna vuole che però, grazie a Cat, riesca a far fuori tutti tranne lui.

A finale, Cat insiste nel ricordare a Vincent che erano una coppia, che sono destinati a stare insieme, bla bla bla, ma non riesce a riaccendere quella scintilla in lui, che anzi sembra quasi preoccupato quando lei dice che ora dovranno innamorarsi di nuovo e un sacco di altre paroline dolci contestualmente carine e azzeccate.

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Ma quando un predatore è sulle tracce della sua preda, niente e nessuno è in grado di decentrare la sua attenzione da essa. E per quanto Vincent si impegni concedendole anche un bacio e un abbraccio, ha una cosa sola per la testa: uccidere Li Zhao. E da predatore, non si ferma fino a quando non raggiunge il suo obiettivo.

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Devo dire che, per quanto io apprezzi questa evoluzione di Vincent più “beast”, mi rimangono diversi dubbi. Non solo il dubbio che potrebbe non essere stato lui a far fuori Zhao, ma il dubbio che quello proprio non sia Vincent ma un suo “surrogato” sviluppato con il suo stesso DNA ma ripulito di ogni buon intento e creato unicamente come macchina da guerra. Inutile dire che è un po’ troppo pretendere di scoprire se ho ragione o meno in un tempo relativamente ristretto dato che questo era solamente il pilot, ma le premesse per una buona season ci sono tutte. Quindi, sulla fiducia, voto 7.

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